Fino alla Fine
Alla finte te l'ho detto." Continuò, con gli occhi pieni di lacrime. "Finalmente."
C'erano voluti 26 anni per dirglielo, ma finalmente ce la fece alle 15:00 di quel martedì, che sembrava un lunedì, il nove dicembre.
"Finalmente posso dirtelo.."Iniziò il discorso, chiudendo la porta alle sue spalle, erano soli nella stanza per la prima volta dopo due settimane. "Finalmente mi lascerai parlare." Sussurrò avvicinandosi alla finestra colpita dalla flebile pioggia.
"E' incredibile conoscere la persona giusta già dalla nascita. Cioè, siamo stati costretti a stare assieme sin da piccoli, con le nostre mamme così amiche e vivendo così vicini.." Si sedette su di una poltroncina. "E, so che l'hai già sentita, ma molto spesso ho pensato che fossimo stati costretti ad innamorarci: come se non avessimo avuto scelta a causa dei nostri genitori. Questa cosa la odio." Fuori dalla finestra si sentiva il vento ululare, in quel gelo. "Però da un mese a questa parte ho capito che non poteva essere vero, non ci potevano costringere ad amarci, o comunque non me, io ti amo da sempre." E chiudendo gli occhi lucidi sentì un colpo al cuore. Si girò verso di lui che taceva, silente. Occhi chiusi. "Alla finte te l'ho detto. Non interrompermi." Ricominciò a parlare, quando il vento si placò, per un secondo.
"L'ho capito tardi, lo ammetto, ma quel bacio dell'asilo, nel tunnel di gomma, non lo dimentico. Tu mi hai preso la mano e mi hai detto che ero tua moglie, ed io ti odiato, perché eri molto più piccolo di me ma avresti fatto l'elementari con me, allora ho cercato di morderti ma è diventato un bacio, il nostro primo bacio. E a me ha fatto schifo per tre anni. Ma già in terza elementare ho capito che saresti stato quello giusto, quando mi hai aiutata ad alzarmi perché ero caduta dalle scale. Ho capito che ci saresti stato sempre tu al mio fianco, sempre." Le lacrime divennero grosse ed iniziarono a scendere fluentemente, sulle guance. La pioggia si infittì picchiando contro la finestra. "E quando al liceo abbiamo iniziato ad uscire con altre persone, alla fine io tornavo sempre da te, ma avevo paura di dirtelo; sono uscita anche io, mi sono addirittura messa con qualche tipo e quando ho saputo che saresti andato all'università fuori ti ho odiato, ho reso ufficiale la mia relazione con un ragazzo solo per infastidirti e per un secondo ho pensato davvero che tu ne fossi geloso. E levati quel sorrisetto dalle labbra, lo so che lo eri. Quando sei partito per l'erasmus poi.. mi raccontavi delle tipe che ti facevi, cazzo.. che schifo. Ma poi sei tornato qui. Ed ora è un anno che lavoriamo nella stessa città e riusciamo a vederci spesso e ho sentito i miei sentimenti concretizzarsi. Diventare reali. " Si alzò e andò più vicino a lui. " E poi abbiamo fatto l'amore due settimane fa e io non so come sia possibile ma alla fine.. " Singhiozzò. Si inginocchiò ai suoi piedi. Il tempo si ammutolì, né pioggia né vento. "Alla fine..." E il pianto divenne disperato. "E io pensavo che tu saresti rimasto qui con me per sempre invece.."
"Tutto bene?" La porta si aprì e la madre di Giona entrò nella camera mortuaria.
Serena alzò gli occhi, in lacrime, ai piedi del cadavere. Si alzò, barcollò. Il vento sbattè gli infissi contro la finestra.
"Sono incinta."

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